
“Siccità” — Disegno di Eraldo Cariani (2025)
In questo disegno, dal titolo implicito quanto potente, Eraldo Cariani mette in scena un dramma ambientale e umano in forma poetica e grottesca: una sirena bloccata in una pozza d’acqua in mezzo al deserto guarda il proprio cellulare e grida mutamente: “HELP ME”.
Sullo sfondo, il sole e la luna si fondono, come se si stesse verificando un’eclissi, con il sole che piange e sembra addolorato. I cactus antropomorfi sembrano alzare le braccia, anch’essi in preda a un silenzioso appello disperato. Sul suolo arido, ossa di pesce e resti secchi evocano la vita scomparsa. L’acqua è poca, simbolicamente “a pozze”, e la sirena — creatura di oceani profondi — è completamente fuori luogo, prigioniera in una goccia di mondo che si prosciuga.
Significato simbolico
Quest’opera è una metafora visiva del cambiamento climatico e della disconnessione tra uomo e natura. La sirena che usa lo smartphone mentre chiede aiuto è simbolo di una civiltà che, pur essendo tecnologicamente avanzata, è impotente davanti al disastro ecologico che ha contribuito a generare.
Il sole antropomorfo che piange, accostato alla luna nera, è una figura cosmica sofferente, come se anche gli astri partecipassero all’agonia della Terra. Il paesaggio desertico e disidratato è privo di speranza, ma il grido “HELP ME” è un invito rivolto a noi spettatori — un’ultima chiamata d’allarme.
Stile e tecnica
Anche qui il tratto è fine, essenziale, quasi infantile ma profondamente espressivo. Le linee sottili a penna e le ombreggiature leggere rafforzano il contrasto tra leggerezza visiva e gravità del messaggio. L’ironia amara della sirena col telefono, immersa in un deserto, colpisce con delicatezza e lascia un segno profondo.