Senza parole

Nell’opera di Eraldo Cariani, la realtà rurale viene trasfigurata in una visione di pura fantasia. La scena raffigura un’ingegnosa metafora del concetto “a chilometro zero”, applicata all’artigianato tessile.

La donna protagonista non segue i processi tradizionali, ma tesse la sua tela prelevando la lana direttamente dal vello della pecora, in un gesto che unisce magicamente la materia prima al prodotto finito. È un atto creativo immediato, quasi simbiotico.

La rana perplessa si fa portavoce dello spettatore, testimone di questo miracolo di semplicità e ingegno. Con il suo stile arguto e sognante, Cariani celebra un legame idilliaco e impossibile tra l’uomo e la natura, dove il fare artigiano diventa un atto poetico e surreale.

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