
Questo disegno a matita di Eraldo Cariani (2026), intitolato “Ritratto dell’artista post cataratta“, offre uno sguardo intimo, a tratti clinico e fortemente simbolico, su un momento di vulnerabilità personale e fisica legato alla percezione visiva.
Descrizione dell’Opera
Il volto centrale: Il disegno è un primo piano frontale di un volto maschile dall’espressione neutra, quasi distaccata, incorniciato dal colletto ben definito di una camicia e da una giacca accennata.
La lente protettiva: L’elemento focale e di rottura stilistica è il grande occhiale protettivo o la benda scura che copre l’area oculare, tipica dei decorsi post-operatori.
L’occhio operato: Sulla lente sinistra dello spettatore (l’occhio destro del soggetto) è visibile una spaccatura geometrica e frastagliata, simile a un vetro rotto o a una toppa ritagliata, che lascia intravedere l’occhio sottostante. La pupilla appare velata e contornata da segni concentrici, a simboleggiare l’intervento chirurgico subito (la cataratta).
L’altro occhio: L’occhio destro (a sinistra per chi guarda) rimane invece in ombra dietro la superficie scura e uniforme della lente protettiva.
Analisi Artistica
A differenza delle sue composizioni più spiccatamente oniriche, in questo autoritratto Cariani adotta uno stile più realistico e figurativo, pur non rinunciando all’espediente surreale della lente infranta. Il chiaroscuro è steso con delicatezza sui lineamenti del viso, concentrandosi sul mento e sul collo per dare volume al volto. L’opera diventa così una riflessione sul “vedere”: la frattura sulla lente non rappresenta un danno, ma una fessura di guarigione, il punto esatto in cui l’artista riapre lo sguardo sul mondo dopo la cecità temporanea della malattia.