
Questo disegno a matita di Eraldo Cariani (2026), intitolato “Nascita di una gallina gigante“, gioca magistralmente sul paradosso delle proporzioni e sulle distorsioni dimensionali tipiche della sua visione surrealista.
Descrizione dell’Opera
La gallina: Nella parte superiore domina la figura di una gallina maestosa, resa con un piumaggio dettagliato e un’espressione vigile, appollaiata sopra un ramo o un supporto.
Le uova giganti e le proporzioni: Ai piedi dell’animale si trovano due uova colossali. La sproporzione è evidente se confrontata con il lungo braccio flessuoso che emerge dal basso: la mano, pur afferrando saldamente i frammenti di un terzo guscio da cui è appena nato un piccolo pulcino, appare minuscola rispetto alla scala monumentale delle uova e della gallina stessa.
Lo sfondo a rete: L’intera scena è racchiusa e filtrata da una fitta trama a rete o reticolato geometrico, che si sovrappone a uno sfondo fluido con macchie scure e sagome sinuose, accentuando il senso di isolamento o di osservazione quasi scientifica di questa “anomalia” biologica.
Analisi Artistica
L’opera sfrutta lo spiazzamento dimensionale per rovesciare i ruoli naturali. L’intervento umano (rappresentato dalla mano) perde la sua centralità e la sua superiorità fisica, riducendosi a un elemento d’aiuto quasi microscopico di fronte alla forza prorompente e gigantesca della natura che si riproduce. Il chiaroscuro mette in rilievo la texture liscia dei gusci in contrasto con la ruvidezza del piumaggio e la rigidità geometrica della rete metallica.