
L’uomo invisibile sotto un temporale
Di Eraldo Cariani (2025)
In “L’uomo invisibile sotto un temporale”, Eraldo Cariani esplora con la sua inconfondibile vena illustrativa e sottilmente umoristica i temi della presenza e dell’assenza, della percezione e dell’impercettibile. Il disegno ci immerge in una scena piovosa, dove fitte linee oblique rappresentano un acquazzone battente sotto un cielo denso di nuvole.
Il fulcro simbolico dell’opera è un grande ombrello sospeso a mezz’aria, che si inclina come se fosse retto da una figura invisibile, la cui unica traccia è la punta di un piede che spunta dal lembo inferiore. Questa ingeniosa rappresentazione dell’uomo invisibile non solo evoca la fantasia letteraria, ma invita anche a riflettere su ciò che non vediamo o che scegliamo di non vedere nella vita quotidiana. Le scarpe abbandonate al centro della scena, circondate da pozzanghere e gocce, rafforzano l’idea di una presenza svanita o di un’identità temporaneamente “messa da parte”.
Intorno a questa figura enigmatica, altri personaggi affrontano la pioggia con i loro ombrelli, apparentemente ignari o indifferenti alla peculiarità al centro. Dettagli come i funghi spuntati e la rana in primo piano aggiungono un tocco di vita e natura che persiste nonostante l’elemento surreale. Cariani, attraverso questo semplice ma evocativo tratto, ci invita a guardare oltre la superficie, a considerare le molteplici forme di esistenza e la nostra capacità di percepire il mondo che ci circonda, anche quando esso si manifesta in modi inaspettati.