
“Fantasma in minigonna” — Disegno di Eraldo Cariani (2025)
In un ambiente fatiscente e crepuscolare, probabilmente una soffitta o un edificio abbandonato, una piccola congrega di fantasmi stilizzati si raduna in silenzio. Tutti sono simili, fluttuanti e coperti da lenzuola bianche, tranne uno. Uno solo — al centro della scena — rivela con naturalezza le sue gambe scheletriche e porta con disinvoltura una minigonna.
Il dettaglio non è né grottesco né ridicolo, ma piuttosto liberatorio e affettuosamente ironico. Altri fantasmi sbucano da botole e grate nel pavimento, osservando la scena con occhi neri e vuoti ma non ostili. Sullo sfondo, una luna e due stelle completano la notte in cui si svolge questa scena sospesa tra il surreale e il teatrale. Un pipistrello con occhi grandi si libra nella stanza come a completare un’atmosfera gotica ma teneramente buffa.
Chiave simbolica e lettura tematica
Eraldo Cariani, con uno stile che mescola candore e malinconia, rompe il tabù della normalità anche nell’aldilà. Il “fantasma in minigonna” è un atto di affermazione personale, una figura queer e ironica che, nonostante la morte, rivendica il diritto a essere sé stessa/o/e.
In questo piccolo gruppo spettrale, nessuno sembra spaventato, scandalizzato o arrabbiato: la diversità è accettata con naturalezza, come se l’artista volesse suggerire che solo nel mondo dei morti — o in quello dell’arte — l’unicità può esistere senza paura. Anche l’ambiente decadente, con mattoni a vista e muri scrostati, diventa palcoscenico di una tenera ribellione.
Stile e segno grafico
Il disegno, a penna e grafite, mantiene lo stile minimale e onirico tipico di Cariani. Le linee sono semplici ma evocative, con un uso sapiente di chiaroscuro e tratteggio che dona profondità alla scena pur nella sua essenzialità. La composizione richiama l’estetica delle fiabe gotiche e dei fumetti esistenzialisti, pur restando accessibile e leggera.