Re Travicello

Descrizione artistica

Nel disegno “Re Travicello”, Eraldo Cariani ricrea una scena fiabesca ispirata alla celebre favola di Esopo e Fedro. In uno stagno circondato da alberi e canneti, un tronco con una corona – il “re travicello” – galleggia al centro, osservato da un gruppo di rane ammassate sugli argini. Il tratto a matita, semplice ma espressivo, dà vita a una scena silenziosa e surreale, dove la natura sembra osservare, sospesa, l’assurdità dell’autorità vuota.

Spiegazione simbolica

L’opera si ispira chiaramente alla favola in cui le rane, stanche della propria libertà, chiedono a Zeus un re. Egli dona loro un innocuo tronco che, cadendo nello stagno, le spaventa. Dopo aver scoperto che non rappresenta alcun pericolo, lo disprezzano e ne chiedono uno più autorevole, finendo per ricevere un re crudele. Cariani congela questo momento simbolico, ritraendo il re travicello come figura centrale e paradossalmente regale, mentre le rane sembrano in attesa, dubbiose o ossequiose. È una riflessione sottile sul desiderio umano di essere governati, anche da chi non ha nulla da dire o da offrire. Un monito sull’assurdità del potere imposto, spesso scelto proprio per il bisogno di avere qualcuno da seguire, anche se inutile.

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