Scilla e Cariddi

In quest’opera di Eraldo Cariani, ascrivibile al genere del surrealismo nostalgico mitologico e fantastico, l’artista esplora i temi del ricordo, dell’infanzia e dello scorrere del tempo.

Il tema di Scilla e Cariddi si adatta in modo calzante al linguaggio allegorico di Eraldo Cariani.
Se applichiamo la chiave di lettura della mitologia classica e dello Stretto di Messina a questi disegni, emerge una potente narrazione a puntate:
Arcobaleno Notturno: L’arco solido e bianco che si abbate sulle acque/pavimentazione richiama il varco insidioso dello stretto o il contrasto tra l’illusione della via di fuga (l’arcobaleno) e le pareti rocciose dell’antro in cui dimorano i mostri.
Il Sogno della Formica: La figura sproporzionata e la lotta impari con l’elefante rappresentano la sfida titanica dei naviganti che tentano di dominare forze naturali e mitologiche immensamente più grandi di loro.
Il Processo: Le spire e i nastri che avvolgono la figura richiamano direttamente i tentacoli o le teste anguiformi di Scilla che stringono e imprigionano le sue vittime, trasformando il giudizio in una trappola senza via di scampo.
I Sonnambuli nella Nebbia: L’atmosfera rarefatta e la nebbia tra le due figure evocano il passaggio cieco dei marinai tra i due pericoli, dove Cariddi risucchia le acque creando la foschia e accecando chi tenta di attraversare il passaggio.
Una Coltre di Nebbia: La pergamena che si solleva sul paesaggio evanescente rappresenta il mito stesso che si svela, la memoria storica e leggendaria dello stretto che riemerge dal fumo della storia.

Analisi Critica:

Composizione: La scena si sviluppa su due livelli visivi integrati: in primo piano, sul lato sinistro, un drappo o una pergamena tridimensionale e arrotolata si schiude rivelando un sole radioso e appuntito; all’interno dello spazio che si apre sulla destra, emergono in modo evanescente e quasi impalpabile le figure silhouette di un adulto e di un bambino che si tengono per mano, immersi in un paesaggio di campagna con alberi e una piccola casa.

Genere artistico: L’opera appartiene al surrealismo grafico a matita, caratterizzato da un contrasto marcato tra i contorni definiti ed energici della cornice/sole in alto a sinistra e il tratteggio delicatissimo, quasi impalpabile, del paesaggio interiore.

Simbolismo: Il foglio o la materia che si solleva simboleggia l’atto del svelare un ricordo protetto nel profondo della memoria. La visione del bambino che cammina al fianco dell’adulto verso la luce del sole evoke la tenerezza del legame affettivo, la nostalgia per l’infanzia trascorsa e il cammino della vita guidato dalla memoria di chi ci ha accompagnato.

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